La comunità ruandese in Italia si è riunita per commemorare il 32° anniversario del genocidio contro i Tutsi del 1994, rinnovando l’impegno collettivo affinché tragedie simili non si ripetano mai più, in nessuna parte del mondo.

L’evento ha visto una partecipazione significativa di cittadini ruandesi provenienti in particolare dal Nord Italia, insieme a rappresentanti istituzionali, amici del Rwanda e membri della società civile. La commemorazione si è svolta in un clima di profondo raccoglimento, memoria e responsabilità condivisa.

La Presidente di IBUKA Italia, Mujyambere Honorine, ha espresso riconoscenza verso i giovani per il loro contributo determinante nell’organizzazione dell’iniziativa e per il loro impegno nel mantenere viva la memoria.

Nel suo intervento ha sottolineato come il genocidio contro i Tutsi rappresenti una drammatica testimonianza delle conseguenze dell’odio, della propaganda e della disumanizzazione, ricordando che tali tragedie non avvengono per caso, ma si sviluppano nel tempo attraverso l’indifferenza e la negazione dell’altro.

È stato rivolto un forte appello a contrastare con determinazione ogni forma di negazionismo e di banalizzazione del genocidio, riaffermando l’importanza della verità storica e del rispetto per le vittime.

Particolarmente toccante è stata la testimonianza della sopravvissuta Naila Clarisse Petrus, che ha condiviso la propria esperienza personale, segnata dalla perdita dell’intera famiglia durante il genocidio. Il suo intervento ha rappresentato un momento di grande intensità emotiva e di riflessione per tutti i presenti.

I giovani della diaspora hanno avuto un ruolo centrale nella commemorazione, contribuendo attraverso interventi, contenuti audiovisivi e momenti artistici. In particolare, hanno ricordato gli eventi del 18 aprile 1994, utilizzando anche materiali educativi e podcast, con l’obiettivo di trasmettere la memoria alle nuove generazioni.

Il Presidente della diaspora ruandese in Italia, Alain Pacifique Ndayishimiye, ha evidenziato la brutalità del genocidio e ha reso omaggio alle forze che lo hanno fermato, sottolineando l’importanza dell’impegno collettivo nella costruzione di una società fondata sull’unità e sulla dignità umana.

Ha inoltre invitato, in particolare i giovani, a essere protagonisti nella lotta contro l’ideologia genocidaria e ogni forma di odio, ribadendo che tali fenomeni non devono essere tollerati.

Il Segretario Generale di IBUKA Rwanda, Louis de Montfort Mujyambere, ha ricordato l’importanza della conservazione della memoria attraverso la raccolta delle testimonianze dei sopravvissuti, strumento fondamentale per contrastare il negazionismo.

Ha sottolineato come la memoria debba essere accompagnata dalla giustizia, evidenziando la necessità di perseguire i responsabili del genocidio ancora presenti in Europa, e ha richiamato l’attenzione sulle violenze in corso contro i Tutsi nella regione dei Grandi Laghi.

La rappresentante del Comune di Milano, Diana De Marchi, ha ribadito che il dovere della memoria riguarda l’intera comunità internazionale, esprimendo apprezzamento per l’impegno di IBUKA Italia nel mantenere viva la verità storica.

Anche la seconda consigliera dell’Ambasciata del Rwanda a Parigi, competente per l’Italia, Ornella Kaze, ha ricordato la gravità dei fatti del 1994, esprimendo solidarietà ai sopravvissuti e riconoscendo il loro coraggio e la loro resilienza nella ricostruzione del Paese.

La commemorazione si è conclusa con un messaggio forte e condiviso: continuare a ricordare, educare e agire affinché il principio del “Mai più” diventi una responsabilità concreta e quotidiana per tutti.

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